Devo essere sincero: non ho nulla contro Elkann Lapo; non sono certamente un suo ammiratore, ma nemmeno il contrario. Montanelli diceva di serbare il disprezzo perché è una merce rara e vi sono stuoli di bisognosi, così me lo risparmio volentieri e lo serbo per il prossimo di voi che mi capita davanti. Scherzo. Sono un pacifista! Ad ogni modo, dicevo, non ho nulla contro l'erede al trono di casa Agnelli, era solo per dare un titolo ad effetto per iniziare quest'avventura comunicativa. L'immagine era, come posso dire.. poetica, artistica. Fossi Lapo Elkann farei quanto lui, forse di più. Infondo sono un essere amorale, a tratti immorale, tratti molto fitti. Leggevo infatti poco fa Benedetto Croce sull'arte, il suo artista sempre moralmente incolpevole, la cui unica moralità è il suo dovere verso l'arte, la sua missione di artista; mi sono voluto adeguare. In tempi nei quali la trasgressione s'identifica con l'erotismo, in cui papi e vescovi intercedono nelle decisioni mediche riguardanti una vita, scambiando la loro autorità per autorevolezza. Ho preferito andarci leggero. Fossi Lapo Elkann me ne fotterei di essere fotografato atterra collassato in compagnia di un transessuale, me ne fotterei di quello che gli spettattori potrebbero pensare, (credo infatti che il migliore degli spettatori sia peggio del peggiore degli esibizionisti) di quello che la mia famiglia potrebbe pensare, famiglie che poi trattano, sottobanco, la non pubblicazione delle fotografie, come fanno le famiglie importanti. Penserei piuttosto a quello che il trans che mi ha salvato la vita avrà pensato in quel momento: "Oddio! Mi muore Lapo Elkann tra le mani! E adesso cosa racconto ai miei?!"