mercoledì 17 giugno 2009

Il regime del sesso estremo


Le ville berlusconiane trasformate in ambientazioni erotiche alla Eyes Wide Shut, con capi di stato brandenti peni semi-turgidi al cospetto di longilinee fanciulle probabilmete a pagamento, i calendari erotici del ministro Carfagna, le trasmissioni notturne sulle reti locali della neo-ministra Brambilla vestita da angelo nero del sadomasochismo circondata da maschi ricoperti di lattice, sottomessi come cani, i trans-tour di Sircana. A volte mi vergogno di fare parte della misera società civile, così grigia e priva di fantasia rispetto ad una classe dirigente cotanto illuminata. Diventare vescovo potrebbe essere una soluzione.

lunedì 30 marzo 2009

Love, love, love


Il Papa visita l'Africa. In Camerun Benedetto XVI invita ad evitare l'uso del profilattico nonostante i rischi. Anche lui sa della sua scomodità.

sabato 21 febbraio 2009

Alla deriva sulla "grande piattaforma riformista"

E' la prima volta che sento discorsi di ringraziamento dopo una sconfitta. E' riuscito a regalarmi anche questo il caro Walter Veltroni, l'americano a Roma, durante il democratico discorso dell'abbandono democratico del suo partito democraticamente alla deriva sulla sua galleggiante "piattaforma riformista". Umida del fiato dei mille e più delegati la tenda del PD vibrava di democrazia, campeggiavano ovunque gli adesivi recanti la sigla tricolorata del partito, precari come i loro elettori gli adesivi cascavano qua e là come fossero gialli post-it, dietro il simbolo si rivelava placido il bianco nulla. Sarà mica un messaggio divino? I tiranti del tendone che ospitava i delegati del grande contenitore riformista erano ben saldi a terra, se non lo fossero stati con il crollo avremmo risolto il nostro secondo più grosso problema dopo il conflitto d'interessi di Berlusconi: la sinistra italiana. Nel merito la scelta sembra essere tra l'elezione del segreterio da parte del congresso e le terribili e impossibili primarie. Deve esistere, lo so, una qualche formula matematica in grado di rappresentare lo spettro delle possibilità di un successo delle rispettive opzioni: forse lo zero, che, non a caso, hanno inventato gli arabi, non i nostri democratici. Qualsiasi scelta sarà sbagliata. Gli elettori non si fidano più dell'attuale dirigenza che elegge il nuovo segretario, le primarie sono impossibili perché la campagna di tesseramento non è ancora terminata, né il censimento completo dei circoli, o qualcosa del genere. Eppure per Veltroni le hanno fatte.. Forse manca il tempo per attivare la macchina di propaganda giornalistica che ha portato Veltroni lì? Forse io sono solo uno sporco dietrologista. Tuttavia t'incazzi quando la finta democrazia deve smuovere democraticamente le montagne per nulla, attivare un plotone di giornali e televisioni, fare spendere soldi a milioni di elettori volenterosi che mettono l'euro per votare un leader già scelto. Tanto vale farlo eleggere tranquillamente da un congresso, così precipiteranno verso la tanto agognata soglia del quattro percento, dando modo ai "democratici" di dare l'esempio su una regola fondamentale della democrazia: che le restrizioni imposte agli altri si è pronti a soffrirle per primi. Se la sono posta da soli del resto. Berlusconi è ormai come uno che lo mette nel culo e gode senza muoversi, così la fatica la fa l'altro. Esiste una regola democratica che almeno i democratici dovrebbero conoscere, secondo la quale non si devono tradire spudoratamente gli elettori. Non è una di quelle cose che se la si fa solo qualche volta ti va bene, questa si chiama fiducia. Se la si tradisce anche una sola volta è finita per sempre, è l'inizio della fine, come per certi amori. La sinistra li ha traditi più volte e il più lontano tradimento dell'ultima generazione di sinistrati a memoria d'uomo è stata quindici anni fa, nel '94 (Violante docet), quando consentì a Berlusconi di mantenere le televisioni in cambio di non si sa bene cosa, in barba alla democrazia, al pluralismo, al mercato, alla libertà di stampa, di parola e di tutto ciò che è appunto in una parola: democratico. Generando un vero e proprio mostro, divenendo un vero e proprio ossimoro. Furono questi stessi dirigenti a tradirla. Si chiamavano Violante, Fassino, D'Alema. Li chiamavano DS. Berlusconi si sa, è figlio della sinistra, non di questa ma prima ancora, già dai tempi del PSA, il partito socialista degli appalti di Bettino Craxi, il suo più caro amico. I suoi più cari amici. Berlusconi non è di sinitra, ma gli piace tanto possederne una perché così come la concepisce lui almeno è utile a qualcosa. Si chiude speriamo un'era perché "questo" Partito Democratico, non si rialzerà, un bene nell'ottica di liberare la sinistra stessa dall'ipoteca di qualcuno che si è autonominato suo rappresentante assoluto, qualcuno che gioca a fare il proprietario di un partito come l'avversario senza poterselo permettere. Aspettando l'estinzione dei dinosauri.

martedì 10 febbraio 2009

domenica 8 febbraio 2009

Il Simposio


Nella conferenza stampa di venerdì sul "caso Englaro", divenuto ormai in breve tempo "caso istituzionale", Berlusconi è entrato specificatamente nel merito della questione, ad un certo punto afferma di avere consultato il consiglio dei ministri ed avere concluso in linea col suo personale intendimento poiché non erano emersi elementi difformi dalla sua propria opinione sullo stato vegetativo della donna. A tale proposito ringrazia specificatamente il ministro dell'ambiente.. Ah berlusco'! Stato vegetativo nun significa che se sta' parla de piante! Che cazzo centra il ministro dell'ambiente! Senti un po' che dice magari il ministro della salute! No, magari meglio di no, quello è laureato in giurisprudenza ed è pure stato denunciato per violenza privata sulla malcapitata. Senti un po' che dice il ministro.. che ne so quello delle infrastrutture.. che cazzo ne so qualcuno. Ci credo che poi s'affidano ai vescovi.. Ce ne fosse uno che capisca di ste cose. M'immagino questo consesso di geniali amministratori del Commonwealth che esplicitano le loro riflessioni filosofiche sul destino, il senso della vita. Stando alle intercettazioni telefoniche sembravano più ferrati su una particolare forma di esistenza, tutti scientificamente s'intende. Alfred Kinsey parrebbe un dilettante al confronto. Il simposio avrà visto Bossi grattarsi, Calderoli imputare la sofferenza della donna agli immigrati, Bondi prendere appunti per un nuovo libro di poesie. Casualmente la seduta si è conclusa dando ragione a Berlusconi, che dice non avere visto emergere elementi che contraddicessero il suo pensiero. Ecco ci risiamo, si da ragione da solo.

giovedì 5 febbraio 2009

Il "pacco" sicurezza.

La notizia del giorno è che il Senato ha approvato il c.d. pacchetto "sicurezza", nel quale è contenuta una norma che conferisce ai medici la possibilità di denunciare una persona clandestinamente presente in Italia qualora si recasse in una struttura ospedaliera per chieder cure. Questo è quanto riportato dalle principali testate giornalistiche quali Repubblica e Corriere della Sera nelle rispettive edizioni telematiche. I link agli articoli è riportato qui sotto. Mi si perdonerà, spero, la scarsa sagacia giuridica che forse mi impedisce di comprendere il senso del provvedimento, sagacia di cui ultimamente non sembra però godere nemmeno il legislatore stesso, vista la quantità di norme incostituzionali emanate. Tuttavia spero il dubbio sia qui frutto del buon senso. Tolto qualsiasi giudizio ideologico, nel peggio, e morale nel meglio, che sia, mi risulta difficile cogliere quella piccola parola: "possibilità". Ero infatti rimasto ad una descrizione giornalistica, per giunta televisiva, che preannunciava un emendamento al decreto contenente una norma che "obbligasse" il medico alla denuncia, formulazione che mi lasciava sconcertato, perché avrebbe istituito un obbligatorietà a carico di soggetti appartenenti alla società civile, perché avrebbe riprodotto meccanismi propri dello stato di polizia, e perché avrebbe violato diritti umani, norme del buon senso e della civiltà. Ma se si tratta di possibilità, allora questa non essendo un obbligo, quindi, per fortuna, non trasformando necessariamente i medici in delatori, non aggiunge nulla, se non articoli e commi ai già saturi testi giuridici. Allora delle due cose l'una: o i giornali riportano "possibilità" invece di "obbligo", il che mi sembra improbabile, oppure la norma è inutile e in quanto tale dannosa, introducendo ulteriore confusione legislativa. La scelta della possibilità invece dell'obbligatorietà è stata probabilmente dovuta all'altrimenti necessario dovere di stabilire anche i mezzi coi quali si obbliga, ovvero le pene. Il che avrebbe creato ulteriori complicazioni. Il puro propagandismo xenofobo è dunque l'anima di questo privvedimento.
La mia conclusione è che sia un ennesimo provvedimento mediatico che gattopardianamente cambia tutto per non cambiare nulla. Il peggio sta proprio nel corollario mediatico-propagandistico del provvedimento, che spingerà la clandestinità ancora più in profondità, invece di dare chiarezza e trasparenza alla vita di un paese frastornato dai riflettori di un mondo dello spettacolo che dopo aver servito il potere è stato chiamato dal potere stesso a succedere al trono, dando modo di trasformare la politica in spettacolo, il messaggio in slogan, l'essenza in moda, i mafiosi in eroi, quest'ultima così, per accontentare anche qualche amico un pò retrò di manica larga. C'è bisogno di una ventata d'aria fresca.

L'articolo del Corriere della Sera
L'articolo de La Repubblica

mercoledì 4 febbraio 2009

Lapo Elkann collassato nel vomito dei trans


Devo essere sincero: non ho nulla contro Elkann Lapo; non sono certamente un suo ammiratore, ma nemmeno il contrario. Montanelli diceva di serbare il disprezzo perché è una merce rara e vi sono stuoli di bisognosi, così me lo risparmio volentieri e lo serbo per il prossimo di voi che mi capita davanti. Scherzo. Sono un pacifista! Ad ogni modo, dicevo, non ho nulla contro l'erede al trono di casa Agnelli, era solo per dare un titolo ad effetto per iniziare quest'avventura comunicativa. L'immagine era, come posso dire.. poetica, artistica. Fossi Lapo Elkann farei quanto lui, forse di più. Infondo sono un essere amorale, a tratti immorale, tratti molto fitti. Leggevo infatti poco fa Benedetto Croce sull'arte, il suo artista sempre moralmente incolpevole, la cui unica moralità è il suo dovere verso l'arte, la sua missione di artista; mi sono voluto adeguare. In tempi nei quali la trasgressione s'identifica con l'erotismo, in cui papi e vescovi intercedono nelle decisioni mediche riguardanti una vita, scambiando la loro autorità per autorevolezza. Ho preferito andarci leggero. Fossi Lapo Elkann me ne fotterei di essere fotografato atterra collassato in compagnia di un transessuale, me ne fotterei di quello che gli spettattori potrebbero pensare, (credo infatti che il migliore degli spettatori sia peggio del peggiore degli esibizionisti) di quello che la mia famiglia potrebbe pensare, famiglie che poi trattano, sottobanco, la non pubblicazione delle fotografie, come fanno le famiglie importanti. Penserei piuttosto a quello che il trans che mi ha salvato la vita avrà pensato in quel momento: "Oddio! Mi muore Lapo Elkann tra le mani! E adesso cosa racconto ai miei?!"