La notizia del giorno è che il Senato ha approvato il c.d. pacchetto "sicurezza", nel quale è contenuta una norma che conferisce ai medici la possibilità di denunciare una persona clandestinamente presente in Italia qualora si recasse in una struttura ospedaliera per chieder cure. Questo è quanto riportato dalle principali testate giornalistiche quali Repubblica e Corriere della Sera nelle rispettive edizioni telematiche. I link agli articoli è riportato qui sotto. Mi si perdonerà, spero, la scarsa sagacia giuridica che forse mi impedisce di comprendere il senso del provvedimento, sagacia di cui ultimamente non sembra però godere nemmeno il legislatore stesso, vista la quantità di norme incostituzionali emanate. Tuttavia spero il dubbio sia qui frutto del buon senso. Tolto qualsiasi giudizio ideologico, nel peggio, e morale nel meglio, che sia, mi risulta difficile cogliere quella piccola parola: "possibilità". Ero infatti rimasto ad una descrizione giornalistica, per giunta televisiva, che preannunciava un emendamento al decreto contenente una norma che "obbligasse" il medico alla denuncia, formulazione che mi lasciava sconcertato, perché avrebbe istituito un obbligatorietà a carico di soggetti appartenenti alla società civile, perché avrebbe riprodotto meccanismi propri dello stato di polizia, e perché avrebbe violato diritti umani, norme del buon senso e della civiltà. Ma se si tratta di possibilità, allora questa non essendo un obbligo, quindi, per fortuna, non trasformando necessariamente i medici in delatori, non aggiunge nulla, se non articoli e commi ai già saturi testi giuridici. Allora delle due cose l'una: o i giornali riportano "possibilità" invece di "obbligo", il che mi sembra improbabile, oppure la norma è inutile e in quanto tale dannosa, introducendo ulteriore confusione legislativa. La scelta della possibilità invece dell'obbligatorietà è stata probabilmente dovuta all'altrimenti necessario dovere di stabilire anche i mezzi coi quali si obbliga, ovvero le pene. Il che avrebbe creato ulteriori complicazioni. Il puro propagandismo xenofobo è dunque l'anima di questo privvedimento.La mia conclusione è che sia un ennesimo provvedimento mediatico che gattopardianamente cambia tutto per non cambiare nulla. Il peggio sta proprio nel corollario mediatico-propagandistico del provvedimento, che spingerà la clandestinità ancora più in profondità, invece di dare chiarezza e trasparenza alla vita di un paese frastornato dai riflettori di un mondo dello spettacolo che dopo aver servito il potere è stato chiamato dal potere stesso a succedere al trono, dando modo di trasformare la politica in spettacolo, il messaggio in slogan, l'essenza in moda, i mafiosi in eroi, quest'ultima così, per accontentare anche qualche amico un pò retrò di manica larga. C'è bisogno di una ventata d'aria fresca.
L'articolo del Corriere della Sera
L'articolo de La Repubblica
L'articolo del Corriere della Sera
L'articolo de La Repubblica
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